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A conti fatti il Torino ha vinto la partita, ma molto ha fatto la mancata volontà del Chievo di giocarsi le proprie carte perché ormai, dopo sei risultati utili consecutivi e la salvezza acquisita, le motivazioni vengono meno e non potrebbe essere altrimenti. Eppure, tutta questa buona prestazione dell'arbitro toscano Rocchi, paventata dalla stampa di mezza Italia, non è che si sia vista più di tanto.

 

La sconfitta contro il Genoa è tutto tranne che frutto di controverse decisioni arbitrali (come al contrario spesso accade), anzi, se il punteggio non è più rotondo la squadra granata deve ringraziare proprio il direttore di gara ed i suoi collaboratori, in occasione delle due reti realizzate che se non invalidate avrebbero arrotondato il risultato a quota sette per i rossoblu.

 

Negli ultimi anni, da quando Urbano Cairo è diventato il presidente del Torino, le stracittadine non hanno avuto storia, non tanto per quanto costruito o visto in campo, praticamente sempre, ad eccezione dello 0-0 nella prima stagione in cui si è disputato e del derby dell'andata, quando a cogliere i tre punti furono i bianconeri per 2-1 con il gol di Pirlo negli ultimi istanti di gioco.

 

Chi aveva paura delle scelte di Calvarese alla vigilia del match contro il Sassuolo, può stare tranquillo, ha indovinato. Per fortuna le sciagurate decisioni di un direttore di gara tutt'altro che all'altezza della categoria sono state compensate, ma solo per il risultato finale e, in fin dei conti, ragionandoci sopra, neppure troppo.

 

Rispetto alle stagioni precedenti il bilancio tra le scelte arbitrali avverse ed a favore pende molto meno, ma suppur in minima parte il saldo è comunque negativo. La gara di ieri contro la Roma non aiuta a migliorare le cose, non si capisce come sia possibile che certi direttori di gara ultra preparati a decidere inciampino in situazioni del genere.

 

Per il numero elevato di cartellini distribuiti dall'arbitro Guida di Torre Annunziata, la gara potrebbe apparire alquanto cattiva, cosa che non corrisponde a realtà. Tanti i gialli estratti troppo frettolosamente, a dispetto di alcuni altri interventi ben più pericolosi (o atti ad impedire una eventuale ripartenza) che ne sarebbero stati meritevoli e su cui invece si è soprasseduto limitandosi alla concessione del fallo.

 

Per una partita come quella tra il Torino ed il Parma, forse sarebbe stato il caso di designare un direttore di gara più esperto, più incline a risolvere il nervosismo estraendo i cartellini evitando così di incattivire la partita. E' chiaro che l'episodio chiave del successo del Torino in casa dei ducali è riferito al cartellino rosso rifilato a Lucarelli, che dopo il giallo subito ha dato il via ad una protesta "spettacolare" quanto inutile e dannosa.

 
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