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La sfida di ieri tra Sassuolo e Torino, ruota inequivocabilmente sulla protesta del tecnico Eusebio Di Francesco in merito al gol del vantaggio della formazione di Ventura, secondo lui viziata da un fallo dello stesso attaccante su Peluso: "Si vede che c'era un cecchino in curva", ha detto ironicamente alla stampa, ma vediamo come sono andati realmente i fatti.

 

Ci si può attaccare alla malasorte, ad errori individuali anche gravi, a scelte non corrette, al cinismo degli avversari, per giustificare questa ennesima sconfitta, di certo non alla prestazione dell'arbitro, impeccabile sotto ogni punto di vista, sia nella gestione dei cartellini gialli, distribuiti con una certa equità di giudizio, sia nei momenti clou della partita.

 

Gara abbastanza semplice da dirigere quella capitata all'arbitro Marco Di Bello della sezione di Brindisi, bancario di professione. C'è un solo episodio a cui rivolgersi, che avrebbe potuto indirizzare la partita, il calcio di rigore concesso per il fallo di Ghoulam su Peres al 32', valso il pareggio grazie alla realizzazione del dischetto da parte di Quagliarella.

 

Direzione di gara più che sufficiente per il fischiettio verde Claudio Gavillucci della sezione di Latina, il quale non ha trovato particolari difficoltà nel gestire un incontro quasi privo di reale agonismo (specialmente da parte del Torino). Corretta la regolare distribuzione dei cartellini gialli, sia quelli rifilati alla formazione di Giampiero Ventura che quelli per gli ospiti, forse solo un po' esagerata quella per Maxi Lopez nella ripresa.

 

“E tu...? Soldato Al, tu le hai le palle quadrate?” “S... si, le ho solo smussate un po agli angoli... che mi davano fastidio mentre camminavo...”. Le parodie sono esilaranti proprio in quanto esaltano le debolezze dell’animo umano. Questa in particolare (tratta dal noto spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo), calza a pennello per descrivere l’atmosfera pre-derby all’interno dello spogliatoio granata. Un atmosfera da “vorrei ma non posso“, che ha finito per riflettersi sul risultato.

 

Quanto segue in questa rubrica ha solo lo scopo di illustrare la prestazione del direttore di gara: un arbitraggio vergognoso, platealmente di parte, per cui un fischietto come questo andrebbe fermato per impedire che possa danneggiare anche altre realtà del calcio. Si parla tanto di sudditanza psicologica, peraltro sancita da una sentenza in tribunale, ma qui si sfiora il sospetto malcelato.

 

Un arbitraggio totalmente negativo quello di ieri del direttore di gara Antonio Damato della sezione di Aprilia, troppo spesso colto in fallo nell'utilizzare due pesi diversi come nelle occasioni in cui sorvolava su falli evidenti agendo però diversamente a maglie invertite. Una situazione tuttavia che non influisce particolarmente sul risultato, semmai sulla prestazione personale.

 
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