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Non è stata una sfida facile da dirigere quella tra il Torino e la Lazio, ricca di emozioni ma soprattutto di situazioni in cui sarebbe stato facile incappare in qualche errore. Almeno negli episodi chiave, Massa ha scelto in modo corretto e corente, con chiaro riferimento ai due calci di rigore che, chi in un modo chi nell'altro, hanno deciso la sfida.

 

La gara non è risultata particolarmente difficile da gestire, tuttavia la direzione del fischietto verde barese Domenico Celi potrebbe aver inciso (il condizionale è d'obbligo, non essendoci reale certezza) e non poco sul risultato finale, con una scelta, operata insieme ai suoi collaboratori, che direzionata diversamente poteva sviluppare la sfida su un piano ben diverso.

 

Prosegue il trend positivo del Carpi con il fischietto verde Claudio Gavillucci, con cui la formazione modenese, tra serie A e serie B, non ha mai perso una partita. In realtà, la direzione di gara dell'arbitro laziale presenta numerose lacune, che avrebbero, in caso di risultato pieno, favorito e non di poco l'eventuale successo della squadra di Giampiero Ventura.

 

Risuona il nome di Gianluca Rocchi nell'elenco degli arbitri assegnati per l'ultima giornata di campionato e la prima cosa che passa nella mente del tifoso granata è come riuscire, in una situazione del genere, a gestire il doppio problema dell'ostilità conclamata dalle statistiche di questo fischietto, specialmente sulla gravissima disparità nell'assegnazione dei calci di rigore da una o dall'altra parte (per non parlare delle direzioni nei tre derby da lui arbitrati) e della spiccata fragilità degli uomini di Ventura.

 

Il primo cartellino giallo dell'incontro va ad Alessandro Gazzi, con cui il fischietto verde Marco Guida di Torre Annunziata mette subito le cose in chiaro sul suo metro di giudizio in merito alla direzione di gara. Ne seguiranno altri cinque, equamente distribuiti con tre sanzioni per parte, senza particolari proteste di sorta.

 

Arbitraggio positivo quello del direttore di gara Maurizio Mariani della sezione AIA di Aprilia, che non ha avuto alcuna difficoltà nel gestire una sfida senza grossi sussulti scegliendo bene nelle situazioni pericolose in area. Una direzione apprezzabile, come spesso si vorrebbe vedere sui campi di calcio.

 

Un arbitraggio non particolarmente complicato quello capitato ieri tra Fiorentina e Torino, tuttavia quello del direttore di gara Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo non si è rivelato perfetto, a cominciare dalla distribuzione dei cartellini gialli: la scelta della direzione all'inglese è comprensibile, ma il mancato giallo per la trattenuta evidente sulla ripartenza per il fallo su Belotti dopo un minuto è un errore.

 
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