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La paura dei tifosi granata di aver "pescato" nuovamente Calvarese nella partita di ieri è stata ampiamente assecondata, non tanto per le scelte del direttore di gara, quasi tutte ai limiti della vergogna, quando per i tempi che, a conti fatti, sono andati contro il Torino. Questo perché i granata hanno ampiamente dimostrato di potersela giocare alla pari con i giallorossi, disponendo però del tempo necessario per riuscirci.

 

Seconda direzione stagionale in serie A per Rosario Abisso, fischietto siciliano che, insieme ai suoi collaboratori, non può essere considerata sufficiente. Scelte incomprensibili, a danneggiamento del Torino, a cominciare, nella prima frazione, da un fallo evidente non sanzionato per l'intervento di Maietta su Peres in contropiede: Abisso, con il guardalinee a due passi, lascia correre.

 

Mister Edy Reja si è lamentato nel post-partita delle scelte della terna arbitrale in riferimento a offside non segnalati e la troppa facilità con cui il fischietto vertde brindisino Marco Di Bello ha estratto i cartellini gialli (che nel finale hanno portato pure all'espulsione di De Roon). In realtà, su quest'ultimo fattore l'ex allenatore del Torino non può minimamente lamentarsi.

 

Quando l'arbitro decide le partite per scelte sbagliate, è giusto riportarlo, così come è corretto lamentarsi, esattamente quanto avvenuto nell'ultimo turno di campionato in cui il Torino si è visto sottrarre la possibilità di giocare l'ultima mezzora in parità e con un uomo in più, ma attaccarsi alle decisioni arbitrali senza motivo come fa Mancini, è piuttosto emblematico.

 

Fermare una corazzata come la Juventus è difficile per chiunque, basti pensare ai risultati ottenuti in questo girone di ritorno per farsi un'idea di tutto ciò. Tutto sommato, gli errori dell'arbitro non sollevano dalla colpa di affrontare il solito primo tempo sotto tono dalla formazione di Giampiero Ventura, che ha si, messo in gioco l'agonismo giusto, senza però mai tentare veramente di ferire gli avversari.

 

C'è tanto da fare per il fischietto verde Daniele Doveri di Roma, che non sempre prende le decisioni corrette, anzi, creando grossi torti ad entrambe le squadre, soprattutto nel caso del Genoa, quando pochi minuti dopo il calcio di rigore che è valso l'1-2, non vede la netta spinta di Bruno Peres su Pandev solo davanti a Padelli: il brasiliano non sfiora neppure il pallone, sarebbe penalty più cartellino rosso diretto per la chiara occasione da gol.

 

Non è stata una sfida facile da dirigere quella tra il Torino e la Lazio, ricca di emozioni ma soprattutto di situazioni in cui sarebbe stato facile incappare in qualche errore. Almeno negli episodi chiave, Massa ha scelto in modo corretto e corente, con chiaro riferimento ai due calci di rigore che, chi in un modo chi nell'altro, hanno deciso la sfida.

 
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