176 visitatori online

Questa rubrica nasce dalla Maratona, mi è stato detto: 'Bello, facciamo una rubrica che dà la parola a chi segue la squadra dalla curva', ergo dal cuore pulsante granata. Siamo una squadra, una tifoseria che ha un'identità che più precisa proprio non si potrebbe, siamo quelli che onoreranno sempre gli Angeli di Superga, Gigi Meroni e chi è stato degno dei nostri colori, saremo sempre quelli che allo stadio restano anche a partita terminata perché le partite vanno viste fino al fischio finale, mica ce ne andiamo sul 2 a 0 per gli altri, non si sa mai che succede il miracolo della rimonta, siamo quelli che Torino è stata e resterà granata, perché il simbolo della città include il toro, non la zebra. Ma soprattutto siamo gli UNICI e ripeto, gli UNICI che possono fregiarsi di essere i veri portatori sani di ANTIJUVENTINITA'.

 

Il silenzio è d'oro dicono, in realtà questa rubrica ha marcato visita dopo la sfida contro il Crotone per impossibilità dell'autore di formulare concetti vagamente democratici e il meno faziosi possibili. Si è una rubrica faziosa di suo, ma un conto è spingere per la mia squadra del cuore, un altro è inveire come uno scaricatore di porto contro gli arbitri, ma che simpatico Di Bello, e contro i cugini di Cairo, ma come sono generosi con lui…,la trebisonda dalle mie parti si perde al minimo sentore di complotto e siccome un po' vittimistici noi tifosi del Toro a volte lo siamo, meglio evitare di prendere querele giustificatissime. Passato un po' di tempo i bollenti spiriti si sono quietati e posso riprendere la parola, quindi quando non leggete questa rubrica sapete che stiamo inveendo anche contro le alte divinità celesti.

 

Per qualche strano motivo in settimana non ricordo di prendere il biglietto valido per i 45 minuti che restano da giocare contro la Reggina e mi ritrovo per la prima volta ad affrontare ila biglietteria dell'Olimpico. Era dai tempi del Delle Alpi che non facevo la coda prima di entrare allo stadio, tant'è arrivo trafelato ovviamente prima di me c'è una famiglia di almeno sessanta persone che deve fare il biglietto per la curva dall'altra parte, ovviamente l'impiegata al momento di stampare i biglietti si accorge di non aver seguito bene le procedure e deve ripetere l'inserimento dati dell'allegra famigliola ergo un altro quarto d'ora da aspettare. Al momento di fare il biglietto mi dicono che non c'è più spazio in Maratona  (poi in realtà la curva avrà più vuoti che altro). Sento i miei compari di curva, sono di quelli che o Maratona o niente, o Maratona o morte insomma, anche se lì da noi ora non si respira un bel clima a causa delle faide tra ultras.

 

Leggenda narra che Paolino Pulici, al secolo uno dei più forti attaccanti italiani di sempre e in maglia granata secondo solo a Valentino Mazzola, prima di esplodere e segnare a raffica come tutti sanno, ha dovuto imparare a calciare perché difettava di precisione. Le urla dei bambini che lo incoraggiavano 'dai Pupi siamo con te' e lui ripeteva il semplice e fondamentale gesto di calciare il pallone contro il muro per raddrizzare la mira. Un allenamento specifico che i comuni mortali attuano ai primi calci, nei pulcini insomma, quando ancora sei alto un metro, i pantaloncini per quanto corti arrivano lo stesso alle caviglie e il pallone ti appariva come un gigante impossibile da smuovere.

 

La tentazione di chiudere la rubrica sarebbe forte dopo che all'ingresso allo stadio sei obbligato a parlare con la polizia prima di entrare in Maratona, poi entri e vedi un secondo anello, zona centrale, praticamente vuoto e allora scegli di scendere al primo dove ci sono gli ultras. Non tanto per partito preso contro quelli del secondo, ma per coerenza dei lunghi anni in cui noi cani sciolti abbiamo scelto di farci guidare dagli ultras. Puo' essere discutibile o meno come decisione, non è importante, è da segnalare pero' che chi entra in curva è obbligato a farla questa scelta e questo non è assolutamente giusto perché si dovrebbe essere tutti uniti, poi inizia la partita e i cori si disperdono l'uno via l'altro perché se noi si canta sopra lo stavano già' facendo o viceversa, i tifosi che occupano gli spazi più esterni della Maratona se ne stanno seduti a guardare la partita e il risultato è una frittata.

 

Quando da bambino ti rendi conto di esser diventato tifoso del Toro le fregature manco te le immagini, senti un senso di diversità' e basta. Senti che qualcosa aleggia e tanto basta per renderti orgoglioso. Poi capisci che ci sono i fantasmi del passato, una piazza esigente oltre ogni aspettativa, perché in cuor suo il tifoso cova sempre desideri di Champions o Scudetto, e che per un motivo o per l'altro non lotterai mai per i traguardi che fanno entrare nella storia, insomma impari a perdere, a pareggiare e raramente a vincere, perché se il Toro vince non ha vinto, ha trionfato, un miracolo.

 

Eppure sarebbe stato proprio il sabato perfetto, proprio perfetto, sei gol nella porta giusta (quella degli avversari) non si erano mai visti da queste parti, la doppietta del capitano, una di pura voglia e rabbia, la seconda di potenza non l'ho vista perché ancora esultavo per il gol di Surraco, per cui devo ammetterlo, ho più' che un debole. Doppiette di Antenucci, appunto gioiello dell'esterno uruguagio e… Ma partiamo dall'inizio. Si arriva in Maratona in ritardo perché svegliarsi dai bagordi del venerdì' sera è sempre difficile, devo battere le mani ancora prima di capire chi c'è in campo, mi sono perso anche l'annuncio delle formazioni e il fischio iniziale mannaggia, il tempo di capire chi sono e vedere chi c'è e chi non c'è dei miei compari di curva e …oibò, non c'è proprio la curva, inteso come il gruppo degli ultras.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Succ. > Fine >>
Pagina 6 di 8
Segui i risultati del Toro su Risultati.it

 

© 2014 INFOTORO.IT - E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DEI CONTENUTI



InfoToro.it   Designed by BIT4WEB