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Il dibattito in casa granata verte giocoforza sulla questione Antenucci, perso alle buste con il Catania, che all'interno della stessa ha offerto 190mila euro in più' rispetto al Toro. Il quotidiano Tuttosport riporta di un Gianluca Petrachi ammiccante dopo aver preso coscienza dell'esito delle offerte presentate dalle due società sul versatile attaccante, come a dire che in realtà perdere il calciatore era cosa prevista e addirittura potrebbe far parte di una strategia per arrivare chissà a chi. Sono pochi quelli che possono capire la tattica che sta muovendo l'alta dirigenza granata e forse in pochi vogliono venirne a conoscenza, ma per chi ha vissuto dalla Maratona l'intero campionato e alle parole ci fa attenzione, salta subito all'occhio la disattesa di una promessa, il famoso zoccolo duro di cui ha parlato Giampiero Ventura dopo la partita che ha sancito la promozione non verrà confermato, sarà di nuovo rivoluzione insomma.

 

Si rischia fin l'accanimento, ma Rino Foschi aveva annunciato di andare a fare il bagnino nel caso in cui non avesse raggiunto la Serie A con il suo Padova e ancora non si è avuto riscontro del suo esser uomo di parola. Terminata la stagione, i biancoscudati hanno chiuso al settimo posto, non trovando la A diretta né gli spareggi playoff, un'onta per l'ex dirigente biancorosso. Esattamente, ex, perchè dopo la fallimentare stagione ha deciso di lasciare il ruolo all'interno della società patavina, o meglio, ha avuto il benservito dalle alte sfere societarie venete.

 

"Se il Padova non andasse in serie A potrei ritirarmi e andare a fare il bagnino", queste sono le parole del buon Rino Foschi datate 22 dicembre 2011. Dichiarazioni in puro stile del  personaggio in questione viene da dire, pronunciate con spocchia e la sicurezza che era impossibile immaginare il suo Padova fuori dal duo delle promosse in Serie A a questo punto del campionato. La classifica recita Torino 82 Pescara 80 Verona Sassuolo 77 Varese 68 Sampdoria 67 Padova 63, ovvero addio sogni di gloria a una giornata dal termine del campionato e non solo il Padova non andrà in A, ma non giocherà nemmeno i playoff. Una stagione da applausi per Foschi, che ovunque è andato negli ultimi anni ha solamente fatto danni, Torino compreso ovviamente. Adesso sta tutto nel vedere se Rino è uomo di parola o meno, io mi posso prodigare per lui e inserire un annuncio su tutti i portali per chi cerca lavoro.

 
Inferno Granata - Grazie
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Ringrazio mio Zio Marcello, vero indottrinatore di Toro nei miei anni di infanzia e adolescenza, è grazie a lui se sono qui a saltellare in curva dopo il gol di soldatino De Feudis, il giusto premio a un ragazzo benvoluto e serio che incarna lo spirito di questa stagione granatissima. Ringrazio Guido e Fabri che tengono sempre i posti, quello spazio in Maratona sarà nostro fino alla morte, ringrazio Surraco e Meggiorini, che si sono presi botte di paracarri da me e altri obbligandoci a ricacciare in gola le invettive, io il secondo perché per il primo ho sempre stravisto.

 
Inferno Granata - Sbaaaalooooo
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Se affronti un discorso con un qualsiasi patito dello joga, con filosofie fondate sull'ereditarietà dell'io o sugli spiriti guida, e non vado oltre perché non sono un esperto e in tre parole avrò già fatto smadonnare anche gli illuminati, finisci in un discorso interessante. E cioè che il mondo attorno ti è stato presentato così' come ora lo conosci, ma in realtà il piatto potrebbe non chiamarsi piatto, insomma chi è che lo ha deciso? Io da oggi voglio chiamarlo pestenfge o rizzitelli e così' sarà, al diavolo le convenzioni sociali per intendersi sempre. Questa premessa è dovuta perché in curva spesso si straparla, non si dice ammoniscilo, ma ammonilo. Non si dice 'lo devi espellere', ma 'espulgilo'. Certo non tutti, pero' io rappresento uno sparuto, ma fedele da un decennio e passa, gruppo di cani sciolti e noi abbiamo un certo slang e, in un sottogruppo del nostro gruppo, le doppie consonanti diventano una, ergo il titolo che di primo impatto potrebbe sembrare un orrore grammaticale, in realtà è licenza poetica.

 

A Pescara si è perso, di brutto, e non poteva andare altrimenti…E' giusto così', la squadra di Zeman non è più' forte, sta meglio e basta. Ma noi non stiamo male, smettiamola di dire che siamo lessi e che stiamo tirando le cuoia, perché non è così', all'Adriatico abbiamo tenuto sempre noi il pallone, poi il pressing avversario non ci ha permesso di mettere insieme due passaggi che fossero due di fila. E' avvilente, concordo, ma capita che è ti ritrovi di fronte l'avversario più' in forma, avanti lo stesso, non è morto nessuno.

 

Che Toro Padova fosse una delle più' attese sfide dell'anno per noi tifosi era cosa arcinota, che ci stessimo preparando alla grande pure, ma che al centro della curva ci fosse un leader, anzi il leader, del recente passato a farci gridare e trasformare un nugolo di passionali ma disorganizzati tifosi in una vera e propria bolgia umana, bè questo nessuno se lo aspettava, almeno tra noi cani sciolti. Invece entriamo in Maratona e scorgiamo l'inimitabile figura del nostro vero capoultras, quello che da alcuni anni a questa parte si era fatto da parte per far spazio ai giovani, o per altre dinamiche, che pero' a un certo punto hanno perso il controllo della curva. Della serie quando il gioco si fa duro…. Lo capisci da questi segnali che siamo diversi, che non ci siamo ancora persi, e che a differenza di quello che si sente in curva, non stiamo facendo la fine dei gobbi.

 
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