254 visitatori online

“Un risultato negativo, ma salutare, che ci farà crescere!”. Quante volte i tifosi granata nelle ultime stagioni si sono sentiti ripetere questa frase. Un'infinità, e la cosa inizia a diventare stucchevole. Si dice comunemente che sbagliando si impara, ed il più delle volte, in effetti, funziona così. Ovunque, tranne a Torino evidentemente.

 

Il destino è beffardo! E’ risaputo, ma fa sempre effetto notarlo. La partita più sentita del campionato arriva in un momento delicato per la Juventus, incerottata ed in crisi di gioco ed identità, società ed allenatore (ma anche i giocatori) sull’orlo di una crisi di nervi. Al punto di essere arrivati all’ultimatum ad Allegri.

 

In attacco invece il problema, anche qui atavico, è l’imprecisione in fase di rifinitura. Che mette in cattiva luce gli attaccanti, spesso costretti a cercare la rete con iniziative personali. Detto che L’attaccante principale del Torino, Quagliarella, non attraversa un periodo di forma smagliante, va sottolineato che mai come in questa stagione in quel ruolo i giocatori non mancano certo, magari di fenomeni non ce ne sono, ma certamente sono tutti, o quasi, all’altezza della serie A.

 

Che fine ha fatto il Torino brillante e vincente (al punto di sfiorare il primato in classifica) ammirato solo un mesetto fa? Questa è la domanda che angustia il popolo granata nell’ultimo periodo. Curiosità mica da ridere a pochi giorni dal derby. Semplificando si potrebbe dire che una flessione, prima o poi, nell’arco di una stagione ci sta, certo magari non ce la si aspettava così presto, oppure si può vedere la cosa dal punto di vista degli avversari, in effetti di livello (almeno sulla carta) superiore a quelli affrontati ad inizio stagione, o ancora, dare la colpa agli infortuni.

 

La settimana appena trascorsa lascia in eredità la rinascita, speriamo definitiva, del Filadelfia. Non tornerà alla luce con la dignità di stadio vero e proprio, come ai tempi che furono. Sarà però, un centro sportivo, utile per farci giocare le giovanili ed allenare la prima squadra. Avrà al suo interno la sede e il museo.

 
Visto da Est - Una sosta vivace
 E-mail

Due settimane senza campionato di solito risultano tediose per chi ha il Toro come pensiero fisso, specie se arriva dopo uno scivolone come quello di Carpi. La sosta attuale invece è volata via in un amen. Vuoi perché la nazionale si giocava la qualificazione matematica all'Europa, vuoi perché esisteva la (in)fondata speranza di vedere scendere in campo un giocatore del Toro (Quagliarella), vuoi perché, una tantum, i tifosi la avrebbero preferita più lunga, nella speranza di recuperare qualcuno, vuoi, infine, perché allietata dall'ennesima conferma del marcio che corrode l'italiano potere (calcistico e non).

 
Visto da Est - Il campionato sottosopra
 E-mail

In caso di vittoria in casa del Carpi, il Torino avrebbe la possibilità di trascorrere un intera nottata da capolista solitaria. Per trovare una situazione assimilabile bisogna risalire indietro nel tempo di una buona ventina d'anni. Erano i tempi del Toro di Mondonico, quando, anche se a stagioni alterne, potevi ancora sperare di vincere qualcosa, prima del periodo buio più lungo della storia granata; le pay TV erano solo agli albori e perlopiù i sogni viaggiavano ancora tramite le antenne delle radioline.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
Pagina 8 di 30
Segui i risultati del Toro su Risultati.it

 

© 2014 INFOTORO.IT - E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DEI CONTENUTI



InfoToro.it   Designed by BIT4WEB