138 visitatori online
Visto da Est - Ritorno al passato
 E-mail

Rivedendolo a mente fredda, quindi scevri dell’emotività del momento, nel trionfo granata sui giallorossi capitolini, si staglia, ancora più evidente, il ruolo di un immenso Belotti. Vero e proprio leader di questa squadra. Onnipresente e trascinante, dimostra una crescita enorme. Non solo rispetto ai primi mesi della sua avventura sotto la Mole, ma addirittura rispetto allo stesso girone di ritorno, che pure lo vide splendido protagonista.

 

Si torna a giocare nell’assurdo orario prandiale. Figlio sciagurato dello strapotere delle televisioni. Appuntamento quanto mai indigesto ai colori granata, servirebbe, eccome, un'inversione di tendenza. Con il Torino reduce da due pareggi dal sapore opposto: amaro quello domenicale con l’Empoli, agrodolce quello infrasettimanale in terra marchigiana, capace di esaltare, per l'impresa di aver tenuto in piedi il fortino in nove e al contempo indispettire per la scelleratezza delle scelte compiute, in campo, da arbitro e giocatori.

 

Non si tratta di una scusante per l'insuccesso, chiamiamolo così, di ieri, ma la direzione di gara dell'arbitro Banti lascia non pochi dubbi sul perché di alcune scelte assurde, una in particolare, che hanno condizionato la partita. Giusto, sacrosanto espellere Acquah, poco intelligente nel commettere un fallo di poca utilità a fine primo tempo quando era già stato ammonito.

 

Due sconfitte in tre partite, questo il magro bilancio dell’inizio di stagione. Appare evidente come il Torino di Mihajlovic sia un entità ancora in evoluzione, un gruppo ancora alla ricerca di una sua identità. Un cantiere aperto insomma. Galeotta, in tal senso è stata la scelta di concentrare il grosso del mercato (almeno numericamente) nelle ultime due settimane, a campionato già iniziato.

 
Visto da Est - Calma piatta
 E-mail

Dopo la settimana rivoluzionaria appena trascorsa, questa è stata di stasi. Il mercato immobile è, probabilmente, servito a permettere di amalgamare vecchi e nuovi, nella speranza di non ripetere le nefandezze, costate la sconfitta, di San Siro. Ma anche (se non soprattutto) a permettere alla società di riordinare le idee, apparse ultimamente piuttosto confuse. Dopo il Bologna ci saranno due settimane per inserire adeguatamente eventuali nuovi innesti.

 

Gli uomini innanzitutto. I fedelissimi del “Vate” faranno molta fatica con lo slavo. E pure sul piano tattico, le differenze sono evidenti. I punti di contatto tra le due gestioni tecniche sono sostanzialmente due: la presenza di Belotti al centro dell'attacco e l'attitudine a schierare gli esterni alti a piedi invertiti. Il resto, tutto il resto viaggia su binari differenti.

 

L'aveva detto Mihajlovic! Dopo l'Austria avrebbe fatto sapere a tutti chi sarebbe rimasto e chi no. Con le “nominations” (in pieno stile GF) è partita una centrifuga, in grado di cambiare completamente il volto della difesa in una sola settimana. Sette giorni nei quali Petrachi ha fatto più movimenti che nelle ultime tre sessioni di calciomercato.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
Pagina 4 di 30
Segui i risultati del Toro su Risultati.it

 

© 2014 INFOTORO.IT - E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DEI CONTENUTI



InfoToro.it   Designed by BIT4WEB