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Quasi non ci credo, continuiamo a perdere i pezzi (martedì gli assenti erano 7!), eppure la squadra non ne risente, anzi il più delle volte è proprio il sostituto, sovente apparentemente improbabile, quello che alla fine decide il match: Suciu travestito da esterno, Antenucci inventato ala sinistra, Dambrosio attaccante esterno, di questo passo mi aspetto quasi che sabato l’incontro di Modena lo decida Coppola schierato a centrocampo per le assenze di tutti i centrali o quasi.

 
Visto da Est: verso Reggio
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Come volevasi dimostrare l’Empoli si è rivelato avversario ostico, un merito in più per i ragazzi l’aver portato a casa il risultato nonostante lo svantaggio iniziale. In passato una botta del genere avrebbe avuto effetti devastanti, quest’anno invece abbiamo già più volte dimostrato di saper rimontare. Domani si va a Reggio, contro una Reggina che lo scorso anno a Torino fece sfoggio di un catenaccio d’altri tempi portando via un risultato rivelatosi poi prezioso per la loro qualificazione ai play off.

 
Visto da Est: non facciamone un dramma
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Non facciamone un dramma, si è persa una partita mica il campionato, però la partita di Gubbio ha fornito almeno tre indicazioni importanti: la prima è, quella che dovrebbe essere ovvia, ma evidentemente non lo è, e cioè che non si può sottovalutare nessuno, a maggior ragione in serie B, e oramai dovremmo saperlo bene visti gli schiaffoni presi negli ultimi anni, ma tant’è.

 

E’ arrivata un’altra vittoria, sofferta certo, altrimenti non saremmo il Toro, ma comunque recante in dote tre punti; forse non fondamentali, ma comunque importanti. Non sono, infatti d’accordo con chi sostiene che i punti fatti ad inizio stagione contino meno. E’ certamente vero che il campionato si decide a marzo, ma allo sprint primaverile devi arrivare, comunque, con una posizione di partenza perlomeno accettabile.

 
Visto da Est: il Toro in HD
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Cinque vittorie di fila in trasferta, quattro consecutive, miglior difesa del campionato, questa squadra continua ad inanellare record, ma quello che più colpisce la fantasia della sua gente, è che lo fa attraverso un gioco convincente (oltre che divertente) e a prescindere dagli interpreti. Chiunque giochi fa in pieno la sua parte, non c’è assenza capace di deprimere il livello di gioco.

 
Visto da Est: amarcord
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Missione compiuta. Certo con molta sofferenza, ma pure senza troppi patemi, in questa apparente contraddizione sta il riassunto del match di mercoledì. Apparente perché, se da un lato è stato arduo il venire a capo della Maginot grossetana, dall’altro è anche vero che i granata non hanno rischiato praticamente nulla, visto che i toscani si sono dimostrati un’ottima squadra quando si tratta di erigere autentiche barricate davanti al proprio estremo difensore, ma hanno  altresì denunciato grosse carenze quando si tratta di costruire il gioco. Non è sicuramente stata una grande partita, ma ha comunque prevalso chi, perlomeno, ha cercato di vincerla.

 

Avevamo detto che a Genova sarebbe servito qualcosa di più rispetto alle uscite precedenti; e quel qualcosa è arrivato! La squadra ha palesato, oltre alla già più volte rimarcata capacità di soffrire, anche una personalità, sia a livello di singoli che di gruppo, che da tempo avevamo rinunciato a cercare nei nostri beniamini, tradotta nel coraggio di rischiare la giocata, sorretto dalla certezza della riuscita, che poi è lo stato d’animo migliore per esprimere al massimo le potenzialità tecniche che in questa squadra sono, oltretutto, notevoli.

 
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