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E’ arrivata un’altra vittoria, sofferta certo, altrimenti non saremmo il Toro, ma comunque recante in dote tre punti; forse non fondamentali, ma comunque importanti. Non sono, infatti d’accordo con chi sostiene che i punti fatti ad inizio stagione contino meno. E’ certamente vero che il campionato si decide a marzo, ma allo sprint primaverile devi arrivare, comunque, con una posizione di partenza perlomeno accettabile.

 
Visto da Est: il Toro in HD
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Cinque vittorie di fila in trasferta, quattro consecutive, miglior difesa del campionato, questa squadra continua ad inanellare record, ma quello che più colpisce la fantasia della sua gente, è che lo fa attraverso un gioco convincente (oltre che divertente) e a prescindere dagli interpreti. Chiunque giochi fa in pieno la sua parte, non c’è assenza capace di deprimere il livello di gioco.

 
Visto da Est: amarcord
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Missione compiuta. Certo con molta sofferenza, ma pure senza troppi patemi, in questa apparente contraddizione sta il riassunto del match di mercoledì. Apparente perché, se da un lato è stato arduo il venire a capo della Maginot grossetana, dall’altro è anche vero che i granata non hanno rischiato praticamente nulla, visto che i toscani si sono dimostrati un’ottima squadra quando si tratta di erigere autentiche barricate davanti al proprio estremo difensore, ma hanno  altresì denunciato grosse carenze quando si tratta di costruire il gioco. Non è sicuramente stata una grande partita, ma ha comunque prevalso chi, perlomeno, ha cercato di vincerla.

 

Avevamo detto che a Genova sarebbe servito qualcosa di più rispetto alle uscite precedenti; e quel qualcosa è arrivato! La squadra ha palesato, oltre alla già più volte rimarcata capacità di soffrire, anche una personalità, sia a livello di singoli che di gruppo, che da tempo avevamo rinunciato a cercare nei nostri beniamini, tradotta nel coraggio di rischiare la giocata, sorretto dalla certezza della riuscita, che poi è lo stato d’animo migliore per esprimere al massimo le potenzialità tecniche che in questa squadra sono, oltretutto, notevoli.

 
Visto da Est: Vecchio Cuore Granata
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Complimenti a mister Ventura! Sul successo di Nocera pesano in maniera determinante le scelte tattiche del tecnico ligure, facendo di necessità virtù ha schierato la squadra con un inedito, ma quanto mai produttivo, 4-3-3 che calzava come un guanto agli elementi rimastigli a disposizione, dimostrando una volta di più che un buon tecnico, pur forte delle sue idee, non deve essere integralista, ma deve saper adattare il gioco alle caratteristiche dei singoli.

 
Visto da Est: diamo già fastidio?
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Ci risiamo; come sempre non appena proviamo a rialzare la testa, ecco subito saltare fuori gufi e detrattori, d'altronde sono in molti preoccuparsi di una malaugurata promozione in A del Torino: meno soldi per tutti, specie per le grandi, meno visibilità per le medio piccole, leadership cittadina rimessa in discussione (in tempi di vacche magre anche per i pigiami è pur sempre meglio di niente).

 
Visto da Est: la grande occasione
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Ci siamo, è da sei anni che aspettiamo un occasione come questa, l’ occasione di balzare in vetta solitaria.

 
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