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L'ennesima sconfitta casalinga contro la Roma, la sesta per l'esattezza, dimostra senza ombra di dubbio che il Toro non riesce in alcun modo a vincere contro una grande, anzi, difficilmente riesce a pareggiare. Neppure quando chi ci si trova di fronte non mostra uno stato di forma invidiabile. Questa è una situazione che si protrae da anni, e fa purtroppo la differenza in classifica.

 

La fortuna ha assistito il Torino nella gara di campionato contro la Lazio, disputata su un campo ai limiti dei regolamenti e soprattutto con un arbitro non in grado di chiamare la tracciatura delle righe di rosso. E' alquanto imbarazzante disputare un incontro di calcio su un campo innevato e con le righe completamente bianche. Ma è andata bene, dunque il resto passa in secondo piano.

 

Viene in mente solo una domanda da porre ai calciatori del Torino dopo la figuraccia di domenica pomeriggio: perché? Ma forse questo è un quesito che gli stessi giocatori dovrebbero affrontare in autonomia per capire il motivo di certi atteggiamenti. E' inammissibile che dopo aver subito una rete la squadra si sfaldi in questo modo e non si riprenda più. Quale sarebbe la motivazione?

 

La sconfitta patita ieri contro il Cagliari brucia parecchio, ma solamente per come è arrivata. La sfortuna l'ha fatta purtroppo da padrona, e oltretutto consideriamo il fatto che le otto sconfitte giunte sin qui sono quasi tutte frutto di errori individuali per singoli non in giornata che hanno influito pesantemente sul risultato finale.

 

Indossa le vesti di una barzelletta, perché Banti dimostra come il calcio sia malato sicché l'arbitro può decidere l'andamento di una partita. Due rigori impossibili da non vedere, quasi imbarazzante la dimostrazione, come già detto dal buon giornalista De Bernardis qualche ora fa, di dolo. Equivale a un calciatore che si tuffa platealmente in area dopo un non contatto, non essendosi accorto che il difensore si era allontanato. Roba da "mai dire gol", programma goliardico purtroppo non più trasmesso da anni.

 

Tre punti fondamentali quelli di ieri, che vanno a chiudere un ciclo di gare difficili in cui il Torino ha battuto Chievo, Siena e Pescara. Che ci sia più o meno fortuna di mezzo non ha alcuna importanza, negli ultimi anni questa è sempre mancata e spesso e volentieri, si sono messe di mezzo le incredibili decisioni arbitrali che in questi anni ci hanno penalizzato non poco. La storiella della compensazione degli errori la raccontano sempre quelli che di favori ne hanno a volontà, ma eviterò di indicare i colori monocromatici della maglia.

 

Chiuso positivamente, almeno per quello che può passare per la testa ad un tifoso critico come posso esserlo io, ci si appresta ad approcciarci al mercato invernale. Sarebbe davvero importante consegnare a Ventura i giocatori richiesti per l'inizio dell'anno, ma la storia insegna un fattore ben diverso. Le trattative si prolungano sempre di più, tanto da portare dirigenti e procuratori  a firmare, nel caso in cui ciò accada, negli ultimi giorni di mercato, se non all'ultimo secondo utile.

 
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