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Prendersela con il pubblico per l'ennesima sconfitta contro una squadra come il Sassuolo, per giunta in casa, è situazione paradossale, ma soprattutto non vera che rischia di generare indisponenza tra coloro che partita dopo partita vanno allo stadio sostenendo la propria squadra per poi assistere a degli spettacoli del genere che oltretutto sarebbero evitabili mostrando la giusta attenzione.

 

Vincere contro il Cagliari, nel modo in cui si è riusciti a farlo, denota due cose, una positiva ed una meno. Entrambe sono strettamente collegate fra loro, si tratta della reazione con cui questa squadra è riuscita a ribaltare una situazione di iniziale svantaggio subito per l'ennesima distrazione di Daniele Padelli, capitata nel momento migliore del Torino, quello del massimo sforzo per trovare la rete dell'1-0. Un errore che demoralizzerebbe chiunque, probabilmente anche l'inarrivabile Juventus.

 

Vedere il Torino con un punto in classifica dopo tre giornate nonché l'ultimo posto acquisito in coabitazione con i prossimi avversari fa un certo effetto, specialmente dopo le ultime tre stagioni in crescendo in cui i risultati si sono susseguiti con regolarità tanto da riportare i colori granata dalla serie cadetta alle competizioni che contano come quella dell'Europa League, facendo sognare i sostenitori.

 

La partenza di Cerci e Immobile ha indebolito fortemente il reparto di una squadra che dopo la partita contro l'Inter sembrava poter regalare ancora molte gioie ai propri tifosi nonostante quelle due illustri cessioni. E' arrivato Fabio Quagliarella, che fa un gioco diverso rispetto a Cerci ma potrebbe in qualche modo emularne le gesta, almeno in termini statistici (se messo nelle giuste condizioni).

 

Il pareggio della settimana scorsa contro il Parma ha palesato i problemi che impediscono al momento al Torino di essere già qualificato per i prossimi preliminari dell'Europa League (oltre ai cinque punti certi persi in seguito a controverse decisioni arbitrali giunte a tempo scaduto). Problemi che vanno ricercati sia nel gruppo che nella gestione tecnica. Ventura si è infuriato molto per il calcio di rigore, soprattutto per l'esagerato arretramento dei suoi in situazione di superiorità numerica e vantaggio.

 

Un gol peggiore il Torino non poteva prenderlo, e le combinazioni di cose per il patatrac che ha impedito di espugnare un campo difficile come quello della Lazio sono molteplici, tutte da concatenare insieme per riuscire ad ottenere quello che poi si è tramutato nella rete del pareggio della squadra di Edj Reja, impedendo così al Torino di spiccare il volo.

 

Domenica scorsa il Torino ha vinto una partita fornendo una pessima prestazione contro una squadra ormai visibilmente scoraggiata verso la retrocessione che sembra non lottare neppure più di tanto. Avevo indicato due possibili scenari, si è purtroppo verificato il primo, con i padroni di casa passati in vantaggio praticamente subito.

 
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