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Chi lavora regolarmente non pretende che i calciatori si presentino in sala stampa mostrando una conoscenza culturale chissà quanto accentuata (qualcuno c'è ma si contano sulle dita della mano), ma neppure che si professino amenità colossali come quelle pronunciate ieri da Alessandro Florenzi, calciatore ricco di talento e fondamentali ma solo sul campo, diversamente necessiterebbe di un guinzaglio e almeno una museruola.

 

La stagione del Torino è lo specchio di ciò che è stato fatto in estate, vale a dire peggiorare la squadra in quello che era il suo reparto trainante non intervenendo dove invece assolutamente necessario, vale a dire il centrocampo. Regista, questo sconosciuto, verrebbe da dire, con Ventura capace di alternare solamente Gazzi e Vives in un ruolo in cui servono qualità che a loro mancano completamente.

 

Prendersela con il pubblico per l'ennesima sconfitta contro una squadra come il Sassuolo, per giunta in casa, è situazione paradossale, ma soprattutto non vera che rischia di generare indisponenza tra coloro che partita dopo partita vanno allo stadio sostenendo la propria squadra per poi assistere a degli spettacoli del genere che oltretutto sarebbero evitabili mostrando la giusta attenzione.

 

Vincere contro il Cagliari, nel modo in cui si è riusciti a farlo, denota due cose, una positiva ed una meno. Entrambe sono strettamente collegate fra loro, si tratta della reazione con cui questa squadra è riuscita a ribaltare una situazione di iniziale svantaggio subito per l'ennesima distrazione di Daniele Padelli, capitata nel momento migliore del Torino, quello del massimo sforzo per trovare la rete dell'1-0. Un errore che demoralizzerebbe chiunque, probabilmente anche l'inarrivabile Juventus.

 

Vedere il Torino con un punto in classifica dopo tre giornate nonché l'ultimo posto acquisito in coabitazione con i prossimi avversari fa un certo effetto, specialmente dopo le ultime tre stagioni in crescendo in cui i risultati si sono susseguiti con regolarità tanto da riportare i colori granata dalla serie cadetta alle competizioni che contano come quella dell'Europa League, facendo sognare i sostenitori.

 

La partenza di Cerci e Immobile ha indebolito fortemente il reparto di una squadra che dopo la partita contro l'Inter sembrava poter regalare ancora molte gioie ai propri tifosi nonostante quelle due illustri cessioni. E' arrivato Fabio Quagliarella, che fa un gioco diverso rispetto a Cerci ma potrebbe in qualche modo emularne le gesta, almeno in termini statistici (se messo nelle giuste condizioni).

 

Il pareggio della settimana scorsa contro il Parma ha palesato i problemi che impediscono al momento al Torino di essere già qualificato per i prossimi preliminari dell'Europa League (oltre ai cinque punti certi persi in seguito a controverse decisioni arbitrali giunte a tempo scaduto). Problemi che vanno ricercati sia nel gruppo che nella gestione tecnica. Ventura si è infuriato molto per il calcio di rigore, soprattutto per l'esagerato arretramento dei suoi in situazione di superiorità numerica e vantaggio.

 
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