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Torniamo ad analizzare le prestazioni del portiere Padelli consci del fatto, purtroppo (ma non si poteva pretendere di vedere emergere talento dove semplicemente il talento non c'è), che l'avvento del nuovo anno non ha cambiato grosso modo nulla tra i pali della formazione granata. Dopo aver saltato la sfida infrasettimanale contro il Sassuolo, per il Toro sono giunte due sconfitte dal sapore differente, poiché in quel di Napoli, se non altro, la squadra di Ventura se l'è giocata almeno per il pareggio.

 

Ci risiamo, il Torino, dopo due partite in cui non ha concesso praticamente nulla al Bologna ed all'Atalanta, torna a lasciare qualcosina agli avversari ed ecco presentarsi le solite topiche del portiere: contro la Roma, il gol è arrivato addirittura su un cross in mezzo, in cui nessuno interviene e su cui il portiere della nazionale azzurra esce sciaguratamente a vuoto causando il gol del vantaggio giallorosso.

 

Rimango particolarmente sbigottito quando sento tifosi del Torino discutere sulle qualità dell'attuale numero uno agli ordini di Ventura, non tanto per chi non sopporta più di non avere alcuna protezione tra i pali (una cosa facilmente riscontrabile anche nei dati statistici, dunque non solo soggettiva), non in grado di difendere un risultato nel momento in cui la difesa sbaglia qualcosa, ma per chi ha il coraggio non solo di esserne soddisfatto (per carità, il ragazzo è anche simpatico), anche di predicarne le qualità non riscontrabili in altri portieri ad eccezione di Buffon.

 

Due partite di campionato, due successi conquistati e due sfide senza reti subite consecutive, dall'inizio della stagione era capitato solamente contro la Sampdoria. Leggendo in giro per il mondo granata, da alcune firme tornano gli elogi al portiere del Torino, tornato, dopo un periodo di alti e bassi (francamente, sono a chiedermi dove siano gli alti), a donare sicurezza al reparto, chiudendo la propria porta.

 

Dopo la sosta di campionato si torna in campo fiduciosi nonostante una classifica parecchio deficitaria rispetto a quanto, me compreso, ci si sarebbe aspettati. Due sconfitte giunte contro Inter e Juventus (non gravi sulla carta), due pareggi di fronte ad avversari in trasferta mediocri quali Genoa e Milan, la sconfitta contro il Carpi. Se si prendono in esame queste partite, sono dodici le reti subite, provate un po' ad indovinare quanti tiri in porta si possono contare, ovviamente escludendo le conclusioni centrali da quaranta metri che sarebbero preda anche di un neonato?

 

Il fatto che un giornalista, come accaduto su queste colonne, si esponga per sottolineare le gravi mancanze tra i pali del Torino è il segno dell'esasperazione totale che attraversa l'ambiente granata dopo l'ennesimo (è il terzo) ko nel derby ottenuto sul fil della sirena (il secondo dopo aver rimontato rischiando addirittura di vincere, peraltro con merito, la partita).

 

Normalmente, spiace per il ragazzo, quando un titolo inneggia al ritorno di un calciatore facendo implicito riferimento al suo valore, questo avviene in modo positivo. Non purtroppo in relazione al portiere granata, causa suo malgrado dei troppi punti che la formazione di Giampiero Ventura continua a lasciare per strada. Non si tratta dell'unico colpevole, sia chiaro, ma è lampante come la sua presenza non dia alcuna sicurezza al reparto.

 
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