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La clausola di cento milioni di euro per il cartellino di Andrea Belotti è certamente una buona cosa, sia per il calciatore che per le casse della società granata, in ottica plusvalenze. Sorgono però alcuni dubbi sulla reale efficienza di tale situazione, perché, dal punto di vista calcistico, inserire una clausola per la cessione, per quanto elevatissima e senza precedenti da queste parti, non rappresenta una volontà di trattenere il Gallo.

 

Tra i pali, si tratta di uno dei portieri più forti in circolazione, probabilmente il migliore quando si tratta di dover chiudere lo specchio nell'uno contro uno (quante volte l'inglese ha salvato la propria porta con l'avversario lanciato in zona gol e la retroguardia ormai messa fuori causa), sicuramente, nel complesso, il numero uno per eccellenza da quando Cairo si è insidiato sotto la Mole.

 

"Mettiamoci l'animo in pace" oppure "Rocchi per il derby, che cosa inaspettata...". Navigano quasi tutti su questa linea i commenti che impazzano sui social network da parte dei tifosi granata dopo la designazione arbitrale che affibbia per l'ennesima volta (la quinta per l'esattezza) il direttore di gara toscano per la stracittadina.

 

Vedere il Torino giocare in questa maniera è pura libidine, e non si offenda il predecessore di Sinisa Mihajlovic per il furto della definizione, la vera "Libidine", per i tifosi granata, è quella di vedere una squadra aggressiva, che faccia dell'agonismo il vero fulcro della propria esistenza, mantenendo tali fondamentali finché le gambe lo permettono in "quasi" ogni partita.

 

Era onestamente ora! Dopo anni di Padelli tra i pali, con tutto il rispetto per il calciatore che è giunto per fare il secondo trovandosi non si sa bene in che modo tra varie vicissitudini ad esso favorevoli nel ruolo di titolare con Giampiero Ventura (cosa mai accaduta in carriera tra A e B, neppure con il suo mentore), il Torino ha piazzato il colpo di mercato con Joe Hart

 

Finisce una stagione dal rendimento complessivo insufficiente, non solo per il gioco mostrato, anche per i punti conquistati. Nelle ultime settimane ho interrotto volutamente la rubrica sul rendimento di Padelli poiché era francamente inutile continuare a sottolineare, infierendo, ciò che è stato sotto gli occhi di tutti, non ultimo il tentativo di Ventura, contro l'Empoli, di dargli una possibilità scendendo in campo (dimenticandosi di Ichazo e del probabile addio di Castellazzi), sbagliando nuovamente sul secondo gol, preso per l'ennesima volta sul suo palo.

 

Non è più il caso di proseguire questa rubrica nell'analisi della porta, contando i punti che per colpa soprattutto di un portiere inadeguato (oltre che di altre problematiche) sono stati gettati via in un campionato disastroso sotto ogni punto di vista. Un paio di parate, di cui una bellissima contro la Roma nel primo tempo, ed ecco che di colpo spariscono dalla mente tutte le topiche assurde di Padelli in maglia granata.

 
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