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La prossima stagione agonistica del Torino vedrà una mezza rivoluzione nel reparto attualmente più in discussione, quello difensivo, colpito in ben sessantuno occasioni (record negativo dell'era Cairo) con ancora due partite da disputare. A cominciare dai portieri, perché se Mihajlovic, come sembra, non reputa Milinkovic-Savic pronto per il salto in A da titolare, quest'ultimo potrebbe prendere la via del prestito per fare esperienza.

Una soluzione che con gli addii ormai certi di Hart e Padelli lascerebbe scoperto il ruolo, costringendo Petrachi ad intervenire per un titolare e per un'eventuale alternativa (il terzo, come spesso accade con il serbo, sarà il nuovo estremo difensore della Primavera). Sulle fasce, follie di mercato permettendo, sono certe le conferme di Zappacosta, Barreca e Molinaro, con Avelar in partenza e De Silvestri a forte rischio (nel caso, arriverà un sostituto). I grossi cambiamenti ci saranno con i centrali, perché gli arrivi di Lyanco e Bonifazi chiudono tutte le porte ad Ajeti e Carlao, rivelatisi, per un motivo o per l'altro, inadeguati, mentre la conferma di Moretti mette in serio pericolo la permanenza di Rossettini, acquistato, nelle idee societarie, come riserva di Maksimovic ma trovatosi inaspettatamente titolare per la fuga censurabile di quest'ultimo. Cairo ha detto che si interverrà ancora in difesa e se così sarà, l'unico indiziato, sempre che non si decida di concedere a Bonifazi un altro anno, questa volta in A, con la Spal con cui si è guadagnato da protagonista la promozione, non può che essere l'ex Bologna. Ad ogni modo i cambiamenti, dietro, saranno molteplici, sperando che risolvano i problemi che hanno frenato il Toro sul nascere.

 
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