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Dieci delle ultime sedici reti realizzate dal Torino portano la sua firma. Un terzo del totale, contro un’incidenza, su scala stagionale del 41%. Evidente come il Torino, nel periodo di difficoltà si sia aggrappato al suo totem. Ma sono i numeri assoluti a fare sensazione. Con ancora undici gare a disposizione, Belotti ha già eguagliato il record di Immobile, il quale con la rete realizzata al Parma, alla penultima giornata della stagione 2013/14 aveva a sua volta scavalcato due autentici mostri sacri come Pulici e Graziani (stagioni 1975/76 e 1976/77), fermi entrambi a quota 21.

Entrando prepotentemente nella galleria dei grandi bomber della storia granata. Per trovare altrettanta prolificità, in un attaccante del Torino, in tempi recenti, occorre scendere di categoria: Bianchi nella stagione 2009/10, autori di 24 centri e Ferrante, issatosi a quota 26 in quella, sempre di serie B, 1998/99. Volendo restare nella massima serie, occorre invece tornare, addirittura, sino al campionato 1949/50. Benjamin Santos, argentino, peraltro di professione centrocampista, va in rete ben 27 volte. Primo (e per un decennio unico) giocatore granata in grado di superare quota 20 in stagione nel dopo Superga. Ci riuscirà poi “Pecos Bill” Virgili, ma fermandosi un gradino sotto l'attuale score del Gallo. Tutti obiettivi ampiamente alla portata.

Così come, pur con qualche difficoltà in più, non è impossibile eguagliare, o addirittura superare un'autentica leggenda quale Valentino Mazzola, capace di fissare il proprio limite a quota 29 nel 1946/47. Il Capitano dei capitani è però, qui si irraggiungibile (se non altro per ragioni di mercato), stato in grado di superare quota venti in ben tre occasioni: 21 nel 1943/44 e addirittura 25 nel 1947/48, così come Gabetto il cui massimo si attesta, però, appena ad uno sopra Belotti. Detto che a quota 27, si piazza anche il “prestito” per il campionato di guerra (1943/44) di un certo Silvio Piola e che, i primi grandi bomber granata vestiti, (23 reti a testa nella stagione 1913/14) sono stati i fratelli, argentini, Francisco ed Eugenio Mosso, seguiti, nel 1923/24, dall'Austriaco Schönfeld con 22.

Ecco che appena fuori portata del Gallo (continuando con la media attuale arriverebbe a 32) si stagliano gli artefici del primo scudetto, ovvero Julio Libonatti, ancora una volta un argentino, autore di ben 35 gol nel 1927/28 ed il leader assoluto, l'italianissimo Gino Rossetti che nella stagione successiva raggiunse le 36 marcature. Per la cronaca va segnalato che in quella formazione giocava anche Adolfo Baloncieri in rete in 31 occasioni nel 1928. Insomma, se l'obiettivo Europa appare definitivamente svanito, quello per l'attaccante di Calcinate (e di riflesso per i compagni) di entrare nel mito è più vivo che mai e potrebbe ridare un senso al finale di stagione. E pazienza se alla fine bisognerà... “accontentarsi” di cento milioni.

FORZA TORO!

 
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