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Visto da Est - Il prossimo anno buono
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La sconfitta, all'Olimpico, contro i giallorossi, non rappresenta una novità, visto che si reitera, invariabilmente da una decina d'anni. Ne, tanto meno, lo è la chiusura del risultato in goleada. La forbice, sul piano tecnico, tra il Torino e le cosiddette grandi, accentuatosi in maniera esponenziale, nel periodo che va dai “Genovesi” a Cimminelli, non ha accennato a diminuire neppure sotto la gestione Cairo.

A dire il vero negli ultimi tre anni, qualcosa sembra avere iniziato a muoversi. Si è passati dallo zero totale, nella casella delle vittorie, ad una media di una o due exploit a stagione. La media resta peraltro consona a quella di una normale società di piccolo cabotaggio. Causa quindi una certa amarezza, la constatazione che dodici anni di promesse (puntualmente disattese) ed errori gestionali di varia natura, non siano bastati a ricollocare la società laddove le spetterebbe. Cioè tra le medio/grandi. Al livello, per intendersi, di una Lazio o di una Fiorentina. Società con introiti economici similari a quelli granata, ma con potenzialità, per bacino d'utenza e blasone, forse persino inferiori. L'unica vera differenza, a livello di monetizzazione, è data dalla più frequente (eufemismo) partecipazione alle coppe.

Purtroppo la tendenza, certificata anche dagli ultimi mercati, difficilmente porterà ad una diminuzione del gap in tempi brevi. Alla faccia della tanto sbandierata conquista dell'Europa in due stagioni. Non è infatti sufficiente, mettere a segno un paio di colpi importanti, tanto per attizzare l'entusiasmo popolare e tacitare le coscienze, per le note cessioni da plusvalenza, se poi il resto della rosa viene solo raffazzonato alla “bellemeglio” con l'unico intento di risparmiare. L'entusiasmo iniziale produce magari qualche bel risultato, illude la gente, ma alla lunga i limiti finiscono per emergere e prendono il sopravvento. Un film già visto più volte. Oltretutto, non si comprende bene l'esigenza di tutto questo risparmio, visto che tali denari devono rimanere nel Torino e che il prossimo bilancio (quarto consecutivo) avrà un attivo da favola, visto il saldo di mercato e la diminuzione complessiva del monte ingaggi. E sì! Perché a fronte alcuni ingaggi top (Ljajic, Belotti, Hart) il differenziale tra gli stipendi dei fuoriusciti Glik, Maksimovic, Immobile, Peres e Bovo rispetto ai subentrati Ajeti, Carlao, Rossettini e compagnia cantando è persino troppo sperequato, e sul piano tecnico la cosa si vede eccome.

Tenendo conto di ciò, risulta decisamente forzata la tesi presidenziale, secondo cui non si è intervenuti sul mercato invernale perché il “progetto Europa” era biennale. Visto che si sapeva sin dall'estate che occorreva un forte centrale difensivo, poi divenuti due con l'ammutinamento di Maksimovic. Obi e Acquah li avevamo già visti la scorsa stagione e si era altresì capito quanto Benassi e Baselli fossero lunatici. Per non parlare dell'unica alternativa a Belotti. Eppure non solo non si è fatto nulla, ma si è addirittura andati a depauperare la difesa. Il fatto poi che i big abbiano chiesto loro, di andarsene, non può rappresentare una scusante. Semmai un'aggravante, le famose “promesse” di Cairo, la cui perniciosità abbiamo già sottolineato in altri numeri di questa rubrica.

Problemi, questi, che volendo raggiungere lo sbandierato obiettivo biennale, dovranno essere giocoforza risolti in estate. Ma che aggiungendo la, certa, partenza di Hart e il probabilissimo addio di Belotti, pur a fronte dell'incasso dell'intera clausola rescissoria, rappresentano una scalata memorabile per chi ci ha messo “solo” cinque anni a comprare un regista. Riuscendoci, peraltro solo a fronte dello scambio con il renitente Maksimovic, altrimenti la soluzione (immediatamente bocciata da Mihajlovic) sarebbe stata la riproposizione di un Tachsidis mai gradito neppure da Ventura . Se poi ci vogliamo mettere anche il dilagante contagio da “voglia di fuga”, di troppi elementi, ecco che il solito giochino di consigliare un cambio di modulo o provare qualche riserva, giusto per scaricare le colpe sul tecnico, appare stucchevole.

Troppo simili, appaiono le manchevolezze della squadra a quelle della scorsa stagione (eppure allora si giocava con un modulo più difensivo, tra l'altro con difensori ben più forti di quelli attuali) per accollare tutte le colpe ai due allenatori. Al netto della diversa filosofia di gioco, Ventura e Mihajlovic, hanno pregi e difetti, che però non sono sufficienti a spiegare una classifica tanto deficitaria, ed un andamento così simile delle rispettive stagioni. L'unico vero trait d’union tra i due è lo stesso delle ultime dieci stagioni. Trascorse, anno dopo anno, nella (vana) speranza che il prossimo… sarà l'anno buono.

FORZA TORO!

 

Commenti  

 
#6 Maverick86 2017-02-27 19:25
Citazione freddy99:
Ahahahah sì 100, facciamo 200 ahahah! Per 60, massimo 65 milioni verrà ceduto. Non esageriamo dai.


A Inter o Milan, vedrai ahahah
 
 
#5 freddy99 2017-02-27 18:46
Citazione Maverick86:
Il prossimo anno potrebbe essere buono se i 100 di Belotti verranno investiti TUTTI

Ahahahah sì 100, facciamo 200 ahahah! Per 60, massimo 65 milioni verrà ceduto. Non esageriamo dai.
 
 
#4 Magomerlino1 2017-02-27 16:14
[quote name="Maverick86"


Diventiamo come Lazio e Fiorentina, questo è il nostro obiettivo futuro, al momento CHIMERA.


.......MAGARI !!!....
 
 
#3 roberto79 2017-02-27 15:13
e infine la distorta ripartizione dei diritti tv
 
 
#2 roberto79 2017-02-27 15:11
Non mi risulta che altre medio/grandi abbiano uno stadio sotto ipoteca o un centro sportivo non proprio da decenni come il Torino per il Filadelfia.. la differenza è questa al di là degli errori gestionali di cui si fa bene a sottolineare.
 
 
#1 Maverick86 2017-02-27 14:49
Il prossimo anno potrebbe essere buono se i 100 di Belotti verranno investiti TUTTI in almeno 4-5 top player (top in ottica nostra ovviamente non assoluta) nei tre ruoli fondamentali più il quarto, la porta.

Ma, se le prime tre rimangono così e Inter e Milan usufruiscono dei soldi cinesi, noi possiamo ambire al SESTO POSTO con Lazio e Fiorentina, nulla più. (l'Atalanta non la considero, prima di tutto deve ancora finire in Europa e poi mantenersi sarà impossibile).


Diventiamo come Lazio e Fiorentina, questo è il nostro obiettivo futuro, al momento CHIMERA.
 
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