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Visto da Est - Sindrome di Peter Pan
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C'è ricaduto, il Toro, nell'antico difetto. Una sorta di sindrome di Peter Pan si insinua, nelle teste dei giocatori, ogni qualvolta si tratti di fare l'ultimo passo. Quello decisivo che separa la gioventù dall'età adulta, la mediocrità dalla grandezza, nello specifico il passaggio dallo status di sorpresa a quello di realtà conclamata. Vera e propria paura di crescere (e, di conseguenza, assumersi le relative responsabilità), che si traduce in quello che Mihajlovic chiama il “braccino”.

Quando si intimorisce, il gruppo tende a rifugiarsi in ciò che meglio conosce (per averlo frequentato cinque anni) ovvero: tutti dietro la linea del pallone e giropalla con il portiere. Tutto contenimento, e rinuncia persino al contropiede, anche quando l'avversario, nella foga della rimonta, concede praterie. Esattamente ciò che è accaduto giovedì a San Siro e diverse altre volte in stagione. Purtroppo, il “frullare” del pallone, non solo mal si sposa con le idee tattiche del mister serbo, ma già al crepuscolo dell'era Ventura aveva dimostrato di non funzionare più, tra l'altro avendo a disposizione difensori di altra caratura. A ciò si aggiunge (o, forse meglio, si alterna) l'ansia da prestazione, da cui il gruppo si lascia attanagliare allorché affronta avversari alla portata e che si traduce: ora nel non centrare neppure una volta lo specchio della porta, nonostante una decina di palle gol, come con il Sassuolo, ora addirittura a non crearne, come contro il Genoa. Talvolta è il golletto del solito Belotti a nascondere le magagne, altre volte non basta.

Appare evidente il deficit di personalità che coinvolge tutto il gruppo. Purtroppo questa è una qualità che non si può allenare, ma si può temperare con l'acquisizione di sempre maggiore sicurezza nelle giocate e arricchendosi di esperienza. Qui però si torna al peccato originale. Al netto del lavoro del tecnico di turno (comunque importante, come dimostra la metamorfosi della Juve di Conte rispetto a quelle precedenti ), quando si punta sui giovani occorre avere pazienza. Sul campo certamente, ma anche in sede di mercato. Continuando a vendere immancabilmente coloro che raggiungono la maturità, si migliora di sicuro il bilancio, ma si ricomincia costantemente da capo, rimanendo nel limbo del centro classifica, raccogliendo qualche escursione per l'Europa quando va bene o qualche rischio di troppo quando va male. Con ciò non si pretende di abbandonare la politica delle plusvalenze, che tanto ha fruttato in questi anni, ma occorre un cambio di strategia iniziando a coltivare programmi pluriennali, che prevedano le cessioni dolorose solo al termine del ciclo. Diversamente l'anonimato continuerà ad essere la condizione prevalente. Un vero peccato, pensando a quanto poco basterebbe per fare il salto di qualità.

FORZA TORO!

 

Commenti  

 
#9 Magomerlino1 2017-01-16 17:03
Citazione Magomerlino1:
Che avessi il sospetto e il timore che il finto tremendismo di Miha altro non fosse se non una reinterpretazio ne del gioco zemaniano l'ho manifestato e scritto più volte già nella scorsa estate e non mi ripeto più. Che Sapri abbia scoperto l'acqua calda e che noi si sia scoperto Sapri è un'altra non novità. Sarebbe invece una novità se Miha scoprisse e facesse applicare un metodo per avere nelle partite un comportamento fisico medio durante tutto il tempo dell'incontro pur accettando che non si può essere al 90' come al 10'. Che poi in tutto questo si intestino anche motivi tecnico tattici fa parte delle regole del gioco così come la manzoniana osservazione che chi il carisma non c'è l'ha non se lo può dare. Frulliamo il tutto e avremo speranze di Europa. Discutiamo delle componenti separate e resteremo sempre dove siamo...ma con la soddisfazione di sfiatarci a discuterne.....

...scusate...ovviamente non è Sapri ma Sarri....
 
 
#8 Magomerlino1 2017-01-16 17:01
Che avessi il sospetto e il timore che il finto tremendismo di Miha altro non fosse se non una reinterpretazio ne del gioco zemaniano l'ho manifestato e scritto più volte già nella scorsa estate e non mi ripeto più. Che Sapri abbia scoperto l'acqua calda e che noi si sia scoperto Sapri è un'altra non novità. Sarebbe invece una novità se Miha scoprisse e facesse applicare un metodo per avere nelle partite un comportamento fisico medio durante tutto il tempo dell'incontro pur accettando che non si può essere al 90' come al 10'. Che poi in tutto questo si intestino anche motivi tecnico tattici fa parte delle regole del gioco così come la manzoniana osservazione che chi il carisma non c'è l'ha non se lo può dare. Frulliamo il tutto e avremo speranze di Europa. Discutiamo delle componenti separate e resteremo sempre dove siamo...ma con la soddisfazione di sfiatarci a discuterne.....
 
 
#7 max66 2017-01-16 16:40
Squadra nuova con delle lacune (in difesa) ma nonostante tutto record di punti da quando c'è Cairo (ed anche un po' prima)..... vorrei di più ma per adesso mi accontento. Forza Toro!!!
 
 
#6 lucatoro 2017-01-16 14:27
quello che i stupisce sinceramente è che si pensi che siamo tutti dei mentacatti tanto da non capire il problema, mi ero perso l'intervento di Sarri che non fa che dire quello che tutti pensano...siamo la squadra che prende più gol negli ultimi 15 minuti, ne vogliamo fare soltanto una questione di concentrazione o sarà perchè non riusciamo spesso nemmeno a ripartire in contropiede?tra l'altro non basterebbe poterne cambiare 3 come dicono le regole, ce ne vorrebbero minimo 6....se a questo aggiungiamo che abbiamo davanti, a parte l'Atalanta, squadre superiori tecnicamente, il gioco è fatto alla grande.
 
 
#5 marcello 2017-01-16 12:46
Ieri hanno intervistato Sarri (Napoli-Pescara) che ha detto una cosa molto semplice :
"...sapevamo che nel primo tempo avremmo avuto difficoltà (parlava del ...Pescara.. non del Real!) perchè sapevamo che avrebbero corso alla morte; ai miei ragazzi ho detto di farli correre e di restare sereni... che alla lunga sarebbero calati..."

Ho paura che gli altri allenatori facciano con noi gli stessi ragionamenti.
Lasciamoli sfogare che poi "li raccogliamo esausti" nel secondo tempo.

Giusta dunque la diagnosi di Simon.
Giusta, giustissima infine la considerazione di Lucatoro nel ricordare il limite di Zeman e della sua (assurda!!!) mentalità
 
 
#4 Maurygranata 2017-01-16 12:17
Anche io penso sia più un fattore fisico che mentale, in teoria mitigabile con i cambi che però alla fine diciamo la verità spesso non si sono dimostrati all'altezza...
 
 
#3 lucatoro 2017-01-16 12:12
Caro Simon , la tua lettura è tanto banale quanto correttissima e lampante a tutti, mi domando come si possa pensare sia un problema di personalità, la avevamo con Roma e gobbi e la abbiamo persa con Sassuolo e Milan in coppa italia?suvvia, semplicemente non ce la si fa, come non ce la fceva il Foggia di zemaniana memoria
 
 
#2 tric 2017-01-16 11:05
Citazione simon:
Mi perdoni Alessandro ma la mia visione è un po' diversa. Non credo che i nostri si mettano tutti inidetro per sindromi strane o per abitudini vecchie. Oltretutto queste abitudini vecchie (ventura) Iturbe, Boyè, Ljajic, Valdifiori, Rossettini, De Silvestri per citare chi c'era in Coppa, Ventura proprio non l'hanno conosciuto!
A mio parere l'arretramento è dovuto a 2 fattori: 1 ci sono anche gli avversari. 2 caso strano, succede sempre quando sembra mancare il fiato ai nostri.

Condivido in pieno
 
 
#1 simon 2017-01-16 10:47
Mi perdoni Alessandro ma la mia visione è un po' diversa. Non credo che i nostri si mettano tutti inidetro per sindromi strane o per abitudini vecchie. Oltretutto queste abitudini vecchie (ventura) Iturbe, Boyè, Ljajic, Valdifiori, Rossettini, De Silvestri per citare chi c'era in Coppa, Ventura proprio non l'hanno conosciuto!
A mio parere l'arretramento è dovuto a 2 fattori: 1 ci sono anche gli avversari. 2 caso strano, succede sempre quando sembra mancare il fiato ai nostri.
 
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