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Visto da Est - Botti di inizio anno
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Inizia con i botti l'anno nuovo, per il Torino. Un po’ su tutti i fronti. Dal mercato: due giocatori acquistati nella prima settimana di gennaio sono una sorta di record mondiale per Cairo, che mai, da quando ha acquisito il Toro, si era spinto a tanto nella sessione invernale. Ma anche sul prato verde, l'inizio è da lasciare senza fiato, o da mettere i brividi (fate voi), per l'importanza della posta in palio in ciascuna delle tre partite della prima settimana.

La posizione in classifica, nonostante il record di punti ottenuto sinora, impone la necessità di non perdere ulteriore terreno da chi precede in graduatoria, mentre l'interludio di Coppa, pur presentandosi in salita (specie visto l'andamento dei granata in trasferta), rappresenta l'ancoraggio ad una via alternativa all'Europa, che va mantenuto aperto il più possibile. Vero che al turno successivo, facilmente l'avversario sarà la Juventus, ma proprio il Milan ha dimostrato, in ben due occasioni, come i bianconeri non siano imbattibili, anche se certamente favoriti.

Rossoneri che, tra l'altro, segnenaranno chiaramente, come limite o come rilancio, la ripresa del campionato in tinta granata. In cinque giorni, da mercoledì a lunedì, gli uomini di Montella possono mortificare o rilanciare le ambizioni di quelli di Mihajlovic. Peraltro con l'occasione (doppia) di cogliere un successo dal sapore di rivalsa, ricordando i tre punti lasciati immeritatamente all'andata, con il rigore fallito al 93’ e che, invece è stato trampolino di lancio per gli stessi lombardi. Ma per raggiungere lo spartiacque di lunedì con ancora le speranze intatte, occorre perlomeno uscire indenni dalle rapide di Reggio Emilia. Dove ad attenderci sarà un Sassuolo ricco di problemi e assenze, ma originariamente costruito per inseguire l'Europa a sua volta, e che, scevro dell'impegno infrasettimanale, potrebbe tornare a coltivare ambizioni di rimonta.

Di supporto al superamento dei suddetti ostacoli può essere proprio la celerità sin qui mostrata sul mercato. Anche se Cairo pare proprio non riuscire a superare certe incoerenze, che negli anni, hanno zavorrato squadre, spesso, lasciate incomplete per la non volontà/possibilità di fare quello sforzo in più, potenzialmente decisivo. Ci riferiamo a quella politica cerchiobottista che lo porta ad accontentare ora il mister prendendo Iturbe, ora il bilancio, pescando un carneade trentunenne dal campionato Cipriota, per colmare una carenza “solo” decisiva dell'organico. Tentativo già rintuzzato in estate da Mihajlovic, il quale a parole accoglieva a braccia aperte gli acquisti di giocatori come Tachsidis o Lukic salvo poi emarginarli allo scopo di far capire alla società di non essere per nulla soddisfatto. Ottenuto ciò che voleva (Valdifiori), l'inutile (per il tecnico) greco è stato ceduto ed il giovane serbo giustamente deresponsabilizzato con il rango di giovane promessa all'ombra dell'esperto titolare, così come avviene nei club più importanti.

La speranza è che, questa volta, si tratti di un acquisto concordato. Anche perché l'altro arrivo, Iturbe, appare invece di tutt'altro spessore, come anche la valutazione (12,5 milioni) data al ragazzo per l'eventuale riscatto, lascia presagire. Magari, il rendimento non sarà in linea con una richiesta economica che lo indicherebbe come migliore di Falque o di Ljaic, ma se, quantomeno, si rivelerà per loro una alternativa realmente all'altezza, sarebbe già tanta roba, per un club che, negli ultimi anni ha sempre palesato problemi proprio a livello dei ricambi. Sarebbe un vero peccato se per eccessiva parsimonia, la squadra si rivelasse l'ennesima incompiuta. Anche per rispetto a chi ha rinunciato a tanti soldi “... per non lasciare a metà un progetto come questo perché... I soldi non sono tutto..."

BUON ANNO E FORZA TORO!

 
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