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Davide contro Golia. Letteralmente, in senso fisico. Uno dei temi del derby, speriamo non quello fondamentale, è proprio la differenza di stazza tra le due compagini. Differenza che si riflette, pesantemente, sulla capacità di sfruttamento delle palle inattive. Fondamentale in cui i bianconeri eccellono (già 6, e decisive, le realizzazioni), mentre i Sinisa boys, eufemisticamente, non brillano.

Una sola rete all'attivo. Quella di Baselli a Palermo. Peraltro arrivata a seguito di uno schema particolarmente prolungato, al punto da far dubitare di poterla catalogare come tale, a fronte di 12 subite (su un totale di 19). Inevitabile che risuoni acuto l'allarme rosso.

Pesa senza dubbio la carenza (globale) di centimetri e la mancanza di qualche specialista in più. In effetti scorrendo la rosa non si trova, quasi, nessuno che annoveri questo tipo di fondamentale tra le proprie caratteristiche peculiari. Ma non può essere la sola spiegazione, visto che da un'analisi più attenta si nota che la stragrande maggioranza delle reti subite arriva nella ripresa. C'è, evidentemente, qualcosa che non va anche nella tenuta mentale. Il Mister ci lavora su già da un po’, ma tant'è, tocca fare di necessità virtù e puntare su altre caratteristiche.

Determinazione, aggressività, coraggio e fantasia. In queste il gruppo a disposizione del tecnico serbo, certo non difetta. Anche se nelle ultime giornate paiono essersi un filo annacquate. La stracittadina però, è risaputo, fa storia a sé. Esulando, spesso dal contesto stagionale. La squadra di Venaria ha dimostrato a Genova di andare in difficoltà se viene aggredita. Specie in Italia, dove sono abituati ad affrontare avversari intimoriti e chiusi a riccio. Palla a terra quindi, tecnica, velocità e, come detto, tanta aggressività, perché il pericolo arriva dall'alto. Conoscendo Mihajlovic la carica non potrà certo mancare (semmai l'attenzione).

Il serbo ha fatto di tutto, in settimana per preparare ai “cugini” un'accoglienza il più “calda” possibile. Occhio però perché un altro pericolo giunge “dall'alto”. Per la quinta volta in carriera, a dirigere il derby è stato designato Rocchi. Uno che al Toro, nei derby, ha fatto più danni della grandine. Anche a voler (peraltro con notevole sforzo) evitare la dietrologia, non si comprende come sia possibile, per l'ennesima volta, incaricare qualcuno per un lavoro che ha già dimostrato di non saper fare. In ambito lavorativo, al terzo disastro (su quattro), nella migliore delle ipotesi ti spostano dove non puoi più nuocere. Mettendo da parte i cattivi pensieri, il dubbio che possa non avere la serenità necessaria permane. Ma in fin dei conti, anche questo resta solo un dettaglio, un ostacolo in più da superare e oramai ci abbiamo fatto il callo a nuotare controcorrente. A noi, stadio pieno e ribollente, e ai ragazzi, lancia in resta, il compito di renderlo superfluo.

FORZA TORO!

 
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