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Visto da Est - Bucce di banana
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In passato, raramente era accaduto che la squadra si ripresentasse, alla ripresa del campionato, altrettanto rinfrancata dagli impegni con le varie nazionali. Si va dal sempre più strabiliante Belotti. Oramai padrone della numero nove azzurra e per il quale Cairo sta pensando ad una “blindatura” contrattuale.

Sigillata da una clausola rescissoria immaginifica (si vocifera di cifre oscillanti tra i cinquanta e i cento milioni), che però, visti gli standard di spesa delle big europee, rischia seriamente di assomigliare all'apposizione del cartellino con il prezzo sulla mercanzia. Si passa dalle prime convocazioni per gli esterni difensivi Zappacosta e Barreca, con il primo nientemeno che due volte titolare (oltretutto in modo convincente) con l'azzurro dei grandi, mentre il “canterano” deve accontentarsi di un, comunque insperato (almeno sino a due mesi fa, inserimento nella lista degli “stagisti“ azzurri; nella quale, peraltro, brilla la presenza di un altro elemento cresciuto a pane e Toro. Quel Parigini ritenuto non ancora pronto da Mihajlovic quest'estate. Per arrivare all'impresa firmata dal Venezuelano Martinez, capace di mettere a segno (primo nella storia della Vinotinto) addirittura una tripletta, eguagliando, in una sola partita, il suo record stagionale da quando è in Italia.

Nel frattempo il masochismo tipico della tifoseria granata, cavalcando l'onda lunga dell'entusiasmo, spinge ad aver già esaurito la prevendita dei settori popolari in vista di un derby che andrà in scena solo tra tre settimane, oscurando gli impegni precedenti. Quasi a darli per scontati. Cosa che invece non è. A partire dalla partita odierna contro il fanalino di coda Crotone. Troppo dannatamente simile alla trasferta di Carpi della passata stagione, per lasciare tranquilli. Calabresi fanalino di coda, granata lanciatissimi e possibilità di sfruttare il calendario favorevole per salire ulteriori gradini in classifica. La classica buccia di banana, pericolosissima (storicamente soprattutto per il Torino) se l'eccesso di entusiasmo dovesse intaccare concentrazione e rabbia agonistica. Se così non sarà, rappresenterà l'ennesimo passo avanti di una stagione, sin qui, già da record, sia pur nel piccolo del nostro orticello. Vincere allo Scida e ripetersi, magari, domenica prossima, con il sorprendente Chievo, tra le mura amiche, autorizzerebbe davvero a sognare in grande, permettendo di arrivare lanciati e carichi alla partita che tutti aspettano. Se però il tifoso indulgenza all'ottimismo, un motivo c'è. La sensazione è che l'aria sia davvero cambiata e che in questo gruppo si possa credere per davvero.

FORZA TORO!

 
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